lunedì 4 luglio 2016

Grazie.


Grazie.

Al mio Squinzio, che ha provato a realizzare tutti i miei desideri, iperventilandosi ad intervalli regolari, senza mai perdere la tenerezza.

Grazie alle sorelle veleno che, nonostante i numerosi cambi d'abito, hanno intrattenuto gli ospiti meglio di me, rivelando ancora una volta il loro animo da party girl.

Grazie a mia sorella, che ha sopito la sua disapprovazione e mi ha assecondato come solo lei sa fare, da 23 anni a questa parte.

Grazie a mio fratello che si è sottoposto alla tortura del boho chic solo per compiacermi.

Grazie ai Pinguini che si sono presentati a bordo di una gondola di cartapesta, capitanati da un Kruger feticcio solo per guardare i miei occhi pieni di meraviglia: difficilmente ho conosciuto persone più svalvolate in vita mia e per questo vi adoro.

Grazie alle mamme moscardine, che hanno alzato il tasso alcolico medio della feste, viziose che non sono altro.

Grazie a Chiara che ha lenito la mia ansia con 3 messaggi vocali al giorno ed era sempre pronta a correre in mio soccorso.
Grazie a chi ha guardato la partita più desolante della storia degli europei, stipato su un lettone insieme ad altri 40 sconosciuti, con una temperatura che avrebbe messo in difficoltà pure Lawrence d'Arabia (prima o poi capirò 'sto benedetto fuorigioco, lo giuro).

Grazie alle amiche di sempre che hanno macinato chilometri per essere lì con me e che sanno farsi perdonare anche un prevedibile mostruoso ritardo.

Alla Terza Classe che ha suonato nonostante i cori da stadio, ma poi al terzo rigore ha ceduto alla curiosità: siete belli e bravi, bravi e belli.

Grazie a chi pur di esserci è arrivato a mezzogiorno in pieno delirio da preparativi; a chi non conosceva ancora la Maison Cataratta (quella vera con i muri in tufo), ma si è sentito subito a suo agio; a chi si è chiesto che ci facesse lì, ma ha resistito fino alla fine; a chi ha fatto di tutto per esserci e ci è riuscito; agli amici di una vita fa, a quelli nuovi di zecca. 

Grazie a chi ha fatto in modo che il mio bicchiere fosse sempre pieno, a chi mi ha fatto volteggiare, a chi ha mantenuto il mio segreto scabroso, a chi mi ha riempito di fiori, a chi ha ballato tutta la sera, a chi ha riso forte con me, a chi ha scelto un regalo con il cuore, a chi quel giorno mi ha pensato.

E un grazie speciale agli amici Tore e Paolo che hanno invertito la rotta per piombare nella Maison ad un orario improbabile (in pieno stile parco miglio d'oro) e che mi hanno abbracciato nonostante in quel momento non fossi proprio un fiore. Sappiate che avrete sempre un posto speciale nel mio cuore (e sui miei divani di Roche Bobois).

Grazie grazie grazie, vorrei ricoprirvi di baci uno ad uno.


I 30 non sono altro che un gran debutto.