mercoledì 25 novembre 2015

Addio Pummarola, benvenuta Pussy wagon.


Pummarola rossa, catorcio di ferro e plastica, mia amica fidata, mia compagna, mio grande amore, sei stata un improbabile tappeto volante, accogliente nido d'amore, confidente silenziosa, palcoscenico di concerti solitari, guida luminosa nelle notti scure, traghettatrice di anime inquiete, culla sbilenca delle sorelle veleno. Eri un'accozzaglia naïf di lamiere sbeccate, consumavi come una berlina e correvi come un Ciao truccato. Ci hai accompagnati ovunque, ospitando fino a 9 passeggeri, come una madre premurosa o una sifilitica meretrice, e per questo noi te ne saremo infinitamente grati. E' giunto il momento di separarci e percorrere strade diverse, saremo felici lo stesso o forse no.
Ti voglio ricordare così, con il peso dei 126000 km macinati insieme, mentre derapavi elegante nel traffico di via Foria.
Addio Atos rossa, insegna agli angeli ad ammiccare come una sgualdrina alla municipale.
Chiunque volesse condividere con noi di un suo ricordo nella splendida Atos può farlo qui. 
No fiori ma commenti commossi.

pummarola in tutta la sua smandrappataggine


Cambio di vita nella Maison Cataratta.
(da leggere ascoltando Chick Habit)

Con le lacrime che ancora ci rigavano le gote per la dipartita non troppo prematura della pummarola rossa, il nostro cuore ha iniziato a battere per una scintillante city car, marca Peugeot per la precisione, perché la gallofilia è una cosa seria. 
Ben presto la macchinina, ribattezzata prontamente Pussy Wagon, per la sua indole un po' allegra, ci ha stupiti con meravigliosi effetti speciali. Tipo il bluetooth che mi fa sentire come David Hasselhoff in Supercar, o lo specchietto nel parasole del guidatore, così le mie sedute di make up al semaforo non saranno più troppo acrobatiche, e pure 5 portiere tutte perfettamente funzionanti (chi conosceva la defunta Atos sa di cosa parlo).




 L'unico difetto era quella carrozzeria bianca che emanava tanfo di borghesia da tutti i pori: ma siamo presto corsi ai ripari, grazie all'intervento dell'amico Vincenzo che ci ha omaggiati di grossi pois neri che abbiamo appiccicato su specchietti retrovisori e oblò della benzina. Ma la Pussy Wagon non era ancora abbastanza trash, quindi ho pensato: perché non dotarla di lunghe ciglia nere (link)? Detto fatto. Se ancora non state ridendo è perché non state immaginando la faccia dello Squinzio, vi consiglio di farlo.


La Pussy Wagon però non è solo un capolavoro di ingegneria, sintesi perfetta tra comfort di marcia e design glamour. No. La Pussy Wagon è un coacervo di cosette super cute, un po' trash, a tratti kawaii, ma très chic (ok, la finisco).
Quindi abbiamo:

un profumatore per auto rigorosamente Yankee Candle (clean cotton per la precisione)




 un'orchidea spennacchiata di Ikea che cade ad ogni curva ma mette allegria



il contenitore rigido per gomme americane - caricabatterie per ipad e iphone - biglietti da visita di un buon avvocato penalista



un ombrello a pois fucsia (cinesissimo, quindi non si aprirà mai) e in pendant una piccola valigetta della bellezza con dentro spazzola - specchio, dentifricio marvis, spazzolino, deodorante, salviette disinfettati (sì, dopo 6 anni di mammitudine mi sono piegata anche io alle tristi logiche della salvietta imbibita e sì, ne sono anche fiera), una long lasting nera della essence - mio feticcio - e un mascara.



Ultimi, ma non ultimi (peccato non averli immortalati) una bottiglietta in vetro di acqua, uno stemma del Napoli sulla targa (giusto per farsi sfondare la macchina in trasferta), un pacchetto di fazzoletti di hello kitty.


Poteva mai mancare la bambolina di Disgusto? 
No. (grazie Livio, grazie Chiara)



GIVEAWAY:
Tra un mese esatto estrarrò uno tra i commenti qui sotto: il fortunato vincerà un giro GRATUITO sulla Pussy Wagon. 
Affrettatevi!