domenica 11 gennaio 2015

Elenchi di Capodanno #2

Caro 2015, sei giunto inaspettato mentre mi dimenavo come un’ossessa tra i magliette e pantaloni (come saprete, il cambio di stagione quest’anno è stato parecchio travagliato) e sei stato così silenzioso e discreto che quasi quasi dimenticavo il mio ormai tradizionale elenco di progetti e propositi per il nuovo anno. 
Una nuova lista per me, dunque, un vertigine nuova di zecca su cui costruire le mie angosce ansiogene da ”to do” Vi anticipo che sarà breve ma intensa

Bene iniziamo:
  • Vanity table
Un po’ di liste fa (qui e qui, per la precisione), vi parlai dello stupido progetto di un pianoforte color ottanio e un discretissimo baldacchino sul letto. Con sommo gaudio, vi annuncio che alla fine ce l’ho fatta, grazie all’aiuto di mia madre e di un’amica restauratrice che si chiama Laura (e ne approfitto per spammare il suo blog, ché davvero merita la ragazza). Quindi non appena avrò finito di digerire il cotechino, vi mostrerò le mie due nuove bellezze.
E se per un momento avete pensato che la mia vena creativa da giovane fruitrice di Pinterest si fosse acquietata, mi dispiace deludervi, ma no.
Infatti per il 2015 ho in mente un progetto fallimentare che mi darà grandi soddisfazioni, ovvero un vanity table. Nulla di scialbo, per carità, per quello c’è Ikea: piuttosto una cosina kitsch costruita in una valigia. Per i meno fantasiosi, di seguito troverete una galleria di immagini sapientemente rubate su Pinterest.




Non sono deliziosi?
Per ora ho solo le valigie (che erano già state inserite in una vecchia lista di buoni propositi), mi manca la carta da parati con cui rivestire l’intero, le lucine, la sedia e il tempo. Insomma sono a metà dell’opera.
  • Università
A proposito di tempo che non ho, il mio masochismo ha raggiunti livelli mai registrati, quindi ho deciso di ritornare sui libri, per un corso che metterà a tacere la mia ortoressia, e che renderà l’organizzazione familiare un po’ più complessa, ma non meno allegra.

Da gennaio, se la mia domanda verrà accettata, tornerò all’università per un corso di perfezionamento sull’alimentazione e nutrizione applicata (perché noi stiamo sempre sul pezzo, e se l'EXPO ordina, noi eseguiamo). Inutile dire che prim’ancora di compilare la domanda, io ero già da Tiger con un carrello pieno di quaderni, penne e matite (comunicazione di servizio: Tiger ha finalmente aperto a Napoli, purtroppo in quel luogo bruttissimo che è il Centro Campania, dove la maggior parte degli avventori non sa neanche cosa sono i washi tape, perle ai porci).

 Ché poi questa cosa dell’alimentazione, oltre ad essere una mia intima nevrosi con cui affliggo giornalmente i miei cari, potrebbe essere davvero il salto di qualità che aspettavo, la quadratura del cerchio che vede me farmacista e infondo un po’ blogger, aspirante web influencer (questa l’ho imparata al mammacheblogcreativo, già ho in mente i titoli di giornali: " Storie maledette: da groupie a webinfluencer ")

  • Blogging
E qui che si inserisce il progetto Ask.fm.
Sì Ask, quel social network di cui leggete sui giornali quando un adolescente si suicida perché vittima del cyberbullismo. Io, che sono curiosa come una scimmia e avendo la fortuna di essere la sorella di una web star del suddetto social, mi sono lanciata in mezzo a questo branco di preadolescenti, che godono del bipolarismo dei gremlis: un attimo prima sono morbidi e coccolosi, con il loro fanatismo 2.0, ma appena ti rifiuti di sottostare ai loro giochetti pettegoli, si incazzano e partono con lo stalking. 
L-I A-D-O-R-O. Così piccoli, eppure così crudeli. 
Insomma io per loro sono una milfona dispensa-consigli su dieta, salute e cosmesi(cosa che in realtà faccio molto seriamente, deformazione professionale). Perché, cari miei vecchi followers, io vi voglio bene assai, perché mi avete incoraggiato, perché per alcuni di voi nutro per voi una profonda stima, perché mi scrivete in privato cose assai belle. Purtroppo siete così dannatamente stitici in fatto di sharing. E visto che le logiche del web sono spietate, io sono condannata ad essere apprezzata sì, ma da una minoranza. Il che, in via teorica, non mi dispiace, in fondo io sono  una minoranza in un sacco di campi. Però è così sbagliato sognare di essere chessò intervistata dalla Dandini?

A parte gli scherzi, Ask.fm is the new youtube, ma più cacataro, quindi merita a pieno titolo di essere inserito in una mia lista di buoni propositi.
Inoltre mi garantisce anche la dose quotidiana di haters, che io tanto desideravo. E quindi io quest'anno li amerò e li crescerò e li pascerò questi piccoli gremlins di Ask.

Quindi miei cari, auguro anche a voi un 2015 ricco di oggetti di riciclo creativo di dubbio gusto, ore sui libri e tanti, ma tanti haters.