giovedì 9 ottobre 2014

Attimi liberi - cosa accade nella Maison Cataratta mentre io faccio cose


Io sfido chiunque a trovare un minuto di pace nella Maison Cataratta. 
Ma che dico un minuto, anche un solo attimo.
Un istante di quel silenzio da ritiro spirituale, che ti fa ascoltare i pensieri, ti riconcilia con il mondo, ti rinfranca l’animo .

A me, in questi ultimi cinque anni, non è mai capitato. Neanche per sbaglio.

E certo, direte voi, tu hai scelto di vivere nel cuore del centro storico della città più caciarona del mondo, con i motorini con le marmitte rotte che sfrecciano sotto al balcone, a qualsiasi ora del giorno e della notte.Con la signora del basso che ogni sera grida VALERIAAAAA, ma ‘sta Valeria io non l’ho mai vista e quindi inizio a pensare che sia un messaggio in codice, tipo roba di spaccio o altre amenità simili.
E invece no, cari miei, perché per me queste cacofonie sguaiate sono un delizioso sottofondo a cui sono completamente assuefatta.

La verità è che la Maison è in continuo fermento, peggio dei vicoli che non dormono mai.

Oggi avevo deciso di concedermi un pomeriggio intero tutto per me (che poi, solo un’inguaribile ottimista come la sottoscritta poteva definire” pomeriggio interno” due ore striminzite tra le 16.30 e le 18) e mica per andare a ballare o a prendere uno spritz con le amiche! Avevo una decina di cose sospese da completare, roba da mamme blogger drogate di diy, con tre feste da organizzare nel giro di un mese. Quindi, a tutta vita.

-Staje senza penzier’- dice lo Squinzio. E aggiunge in un attimo di bipolarismo linguistico- Oggi ghe pensi mi.
A questo proposito, sento l’obbligo civile e morale di avvertire quante di voi stanno pensando di procreare: avere un figlio può essere anche divertente, ma ricordatevi di non fidarvi mai e poi mai di quanti vi offrono il loro aiuto (amici e parenti, nessuno escluso). Non appena il vostro pargolo avrà compiuto un anno di vita, e quindi non sarà più morbido e pacioccoso, e avrà sostituito i simpatici rigurgitini con i perché esistenziali, vedrete, si volatizzeranno tutti e a quel punto sono solo cazzi vostri.

-Ottimo! – rispondo giuliva e mi getto sul mio computer fresco di riparazione (la piccola e delicata Egle, in un impeto leggiadro da libellula, qualche settimana fa ha zompettato sullo schermo del pc, sfondandolo irrimediabilmente).

Nello stesso istante e a pochi metri, però:

  • Matilde e le due amichette provavano i passi delle Winx aspettando di andare al corso di danza. Per quanto mia figlia sia graziosa, purtroppo devo riconoscere che ha attitudine al ballo della madre. sigh.


  • Il gatto Merlino, ribattezzato gatto Rocco, ha iniziato a miagolare come un disperato, perché è un gatto fifone e ha paura di tutto, persino delle winx. Inoltre ha un senso dell’equilibrio molto precario e quando corre nel corridoio sbatte a destra e sinistra come una pallina in un flipper.


  • Egle ha versato tutti il mosto raccolto durante la vendemmia di stamattina (scuola-santa-subito) nello zainetto, lerciando vari ricambi e infietolendo lo scibile.
    Ha detto “Ho fatto un pacciccio”, ma io in realtà ho tirato un sospiro di sollievo: quando è entrata in casa ha urlato “a San Martino si beve questo vino!” e io già avevo messo in preventivo  uno scagazzo di una settimana.


  • Lo Squinzio, in versione multitasking, gestiva dalla finestra le manovre ardite del furgone nel cortile del nostro palazzo, mentre scartocciava pacchetti di crackers per le minuscole ragazze. Per lui, accompagnare le figlie al corso di danza, si traduce in un'occasione mondana durante la quale può sfoggiare tutto il suo sex appeal di super-padre-barbuto-iper-presente.
    Dovrebbero sapere poi, le altre madri, che lui la sera gioca a tennis due volte a settimana e nel week end si dedica solo al fantacalcio.


  • Due operai (anche loro santi-subito) smontavano la veranda allagata sul mio terrazzo, scoperchiando un curioso vaso di pandora in fatto di edilizia (roba di fecali travestite da pluviali, vi risparmio lo schifo).


  • Una bambolotta bionda inquietantissima borbotta sgraziatamente rumori meccanici dalle due di questa notte nell’indifferenza generale di noi tutti, abituati a ben altri fenomeni notturni. Per fortuna che sto organizzando una cosetta sciuèsciuè per Halloween (festività ben più sentita del Natale a la Maison).


  • La dolce e silenziosa Laura (per lei la beatitudine è un augurio troppo riduttivo), che maneggia con grazia persino lo sverniciatore più tossico (non) in commercio, scrostava il mio bel pianoforte (ricordate? Vi anticipo che l’opera verrà realizzata prima della Salerno-Reggio Calabria, mercé l’intervento della bella restauratrice, seguiranno aggiornamenti).


Tutto questo per dirvi che rigetto ogni responsabilità da mancato aggiornamento di blog. E sappiate che rispolvero quanto scritto in questa mia, ogniqualvolta qualcuno mi dirà: “Scrivi bene, solo che sei un tantinello discontinua.”
A parte che "tantinello" lo dite a vostra sorella, prendetevela con il sistema, come faccio io.