domenica 23 febbraio 2014

Menu planning #1


“Ci pensavo l’altro giorno. Tu sembri scombinata, Cataratta, ma in fondo in fondo sei una a posto” – disse la colf lisergica che tanto amo, dopo tre settimane qui in casa mia. La riflessione era giunta inaspettata dopo aver notato come piego i sacchetti della spesa fino a farli diventare dei minuscoli triangoli graziosi come degli origami (e va bene, se proprio non potete farne a meno, vi farò un tutorial).

Spirito di sopravvivenza. Si chiama spirito-di-sopravvivenza.


Con orrore, una volta conquistata la mia tanto agognata indipendenza, ho scoperto che la sera il buon pasto caldo non lo dispensa un divinità superiore che ha a cuore la tua alimentazione regolare e costante.
E fu così che, oltre a dover imparare i rudimenti di un’arte fino a quel momento a me sconosciuta, ho dovuto anche gestire l’odioso quesito che ti balena nel cervello dopo le 5 del pomeriggio: cosa cucino stasera?

Quando vado a qualche festicciola di bambini, sovente mi capita di incrociare lo sguardo improvvisamente vitreo di qualche madre, che con scatto felino afferra la prole e scappa via sibilando un “Non so cosa fare per cena”.

Perché quando pure acquisisci una certa manualità con frittate e robe simili devi sempre considerare
1.quello che hanno mangiato a scuola
2.quello che tu hai mangiato a pranzo
3. quanto tempo fa hai fatto la spesa
4. quanto è rifornita la tua dispensa
5. il tempo a tua disposizione prima di crollare nel sonno profondo tipico di chi fa del multitasking la sua unica ragione di vita.

A questo, aggiungi il fatto che sia io che il mio Squinzio torniamo a casa per pranzo, quindi la questione per me è ancora più spinosa dato che devo gestire ben 14 pasti ogni settimana.
Inoltre ammetto che se mai dovesse capitare  un buono psicanalista sulla mia strada, una diagnosi di ortoressia non me la leverebbe nessuno.

-Ovvero?- vi starete chiedendo, voi piccoli curiosoni.

Ovvero io mangio poco, mangio spesso, mangio solo roba di stagione, e seguo una pagnottara dieta dissociata (a pranzo sempre il primo, a cena secondo e contorno). Ah, e non mangio neanche la carne, né schifezze confezionate-precotte-preimpanate, e preferibilmente opto per cotture lente (tipo al forno) e mai roba fritta.

Per questi e molti altri motivi io ho adottato una tecnica salva capa e tempo, che ovviamente non potevo non condividere con voi: 
il menu settimanale, su base mensile.

Prima cosa ho preso il menu della scuola delle bambine e ho fatto in modo che a pranzo mangiassimo le stesse cose (ovviamente per noi non è previsto il secondo).
Sulla base di questo canovaccio ho stabilito poi il secondo e il contorno della sera che è esemplificabile in questo modo:
Il Lunedì è il giorno dei legumi, che posso preparare comodamente il giorno prima, oppure zuppe di verdure per disintossicarci dai bagordi del weekend.
Il Martedì è pesce, mentre il Mercoledì propino un comodo latticino.
Il Giovedì è sempre carne per gli onnivori di casa, seitan per me, il Venerdì uova.

Il Sabato e Domenica mi esibisco in virtuosismi culinari di cui poi vi parlerò. Oppure in alternativa, mi faccio invitare da qualcuno a cena.

In calce troverete il mio menu planning, stagione autunno-inverno. Potete apprezzarlo, poi stamparlo e appiccicarlo sul frigorifero.

Ps. Momento marchettone: nel caso conosceste giovani mamme sull'orlo di una crisi di nervi e avete a cuore la loro salute mentale, girate loro il post. Loro vi ringrazieranno, io pure.

1° settimana

2° settimana

3°settimana

4°  settimana


pps. Nel caso remotissimo ci fosse qualche graphic designer all'ascolto, sappiate che ho fatto tutto con Paint.