lunedì 17 febbraio 2014

"L'eclettismo è un'ambizione" (L.K.)




Come può una svagata, classe ’86 gestire una casa con un corridoio che misura 52 passi, due figlie che in due non hanno 7 anni, un marito semi canuto che ha gli stessi orari di lavoro di una prostituta d’alto bordo, una lavoro che le riempie il cuore di soddisfazione e il cervello di ira repressa, due gatti famelici che ci scrutano con occhi gonfi di indifferenza, un criceto obeso e varie aspirazioni da diva social?

Facile! Con un miscuglio insolito di ansia ipocondriaca e atavica incoscienza. E non solo.


La verità è che ho affinato, nel corso di questi ultimi 5 anni una serratissima organizzazione che mi consente però di ritrovare il tempo e lo spazio necessari per dedicarmi a faccende più amene (perlopiù cose frivole e inutili: non ultima una produzione su piccola scala di vestiti di carnevale, di cui vi dirò in seguito).

Un po’ di tempo fa, mi proposero di scrivere una mini rubrica su un sito internet neonato che si chiama “Consigli di donna” . Scelsero proprio me in quanto giovane mamma (merce rara), un po’ grulla ma con tante velleità e buoni propositi. Non dovevo far altro che raccontare quello che facevo e sapevo, roba facile insomma. La mia prima preoccupazione fu “cosa avrò mai io da insegnare?”
E la risposa era rovinosamente “niente”.
 Poi vabbè nonostante un esordio, la mia partecipazione è arenata a causa della mia incostanza patologica.
In realtà, quella è stata l’occasione per constatare che, nonostante il web pulluli di tutorial e affini, la gente non è mai satolla di consigli su come realizzare l’agognato multitasking, senza ricorrere a sostanze stupefacenti. 
E così, gagliarde trentenni con casalavorofamiglia hanno iniziato a seguirmi con curiosità e meraviglia, fino a che non mi sono ritrovata a spacciare sottobanco ricette e trucchetti, al grido di “massimo rendimento, minimo sforzo”. 
A dimostrazione di questa teoria, uno dei miei ultimi post (Trucchi del mestiere) ha avuto una sfilza di inaspettate visualizzazioni: peccato che nonostante il titolo eloquente, ho deluso le aspettative infarcendo il brano di fregnacce prive di senso.
Una personcina un po’ più saggia di me diceva sovente che “la gente dà tanti consigli se non può più dare il cattivo esempio”. Io di cattivo esempio ne ho dato a vagonate quando era il momento giusto per farlo.
Adesso mi sento una commara che magari può raccontare qualcosa di utile.
Quindi tanto vale mettersi comodi in questa nuova veste e ricavarne buone nuove.
Tutto questo per dirvi che, sentendomi a ragione figlia di quest’epoca di pazzi e idioti, in cui lo sharing è un dovere morale, ho deciso che da oggi dedicherò uno spazio fisso qui sul blog, in cui elargirò massime brevi ma intense (appunto, didascalie) che a qualcuno pur saranno inutili.
Niente di particolarmente originale, sia chiaro. Mai vorrei scalzare beniamine del fatto-in-casa, tipo Benedetta Parodi o quella americana che fa i cupcake con il mantesino della nonna, ma poi oltre alla farina, maneggia polveri ben più divertenti.
Roba da vere casalinghe, con stomaci forti.


D’altronde, "l’eclettismo è un’ambizione". La mia ambizione.