martedì 3 dicembre 2013

Trucchi del mestiere


La latitanza di queste ultime settimane, giusto per dovere di cronaca, è da attribuire ad una serie infinita di impegni che mi sono masochisticamente autoimposta. 
Cambi di stagioni, una lavastoviglie capricciosa, due feste di compleanno, una festa di Halloween, sedute di shopping contro il freddo improvviso, una inaspettata svolta salutista, pianoforti da restaurare, cene varie, aspirazioni da panettiera, due alberi di natale che per ora esistono solo nei mie progetti.


Io tiro avanti con il solito metodo della “listadicosadafare”, che si allunga in maniera inquietante ed esponenziale. 
Però diciamolo, in questi mesi di duro lavoro, qualche espediente per recuperare momenti liberi da dedicare al santo Martini l’ho scovato. Roba simile ai trucchi delle massaie anni ’50, ma che sento il dovere di condividere con quanti come me risolvo tutto a botte di tutorial. 

Quindi mamme, donne, lavoratrici, aprite bene le orecchie, ché finalmente anche io ho qualcosa da insegnare.
Di seguito, un elenco (ma va’) di trucchi, segreti e consigli direttamente dalla maison Cataratta.

Makeup su 4 ruote
Ogni mattina, dovendo pendolare tra Napoli e provincia stipata in un’utilitaria rossa, approfitto del vigile impietoso che blocca il traffico a via Mazzocchi per truccarmi. Il mio angolo trucco&stucco, in barba alle varie gurumakeup che affolano youtube, è sistemato sul lunotto anteriore dell’auto. 
Con una mano stringo il volante, con l’altro il pennello della cipria, ma il dito medio è sempre libero per rispondere agli improperi degli automobilisti pronti a suonare il clacson quando indugio al semaforo. La tecnica l’ho affinata in anni di autobus per andare a scuola, ma all’epoca incastravo lo specchietto dietro l’obliteratrice. Se trovassi anche il modo per far scorrere dell’acqua potabile nell’autovettura, potrei recuperare un quarto d’ora di sonno la mattina. 
Provare per credere.

Ikea, mon amour
Se qualche faccenda domestica vi tedia particolarmente, sappiate che Ikea vi ama e ha la soluzione giusta per voi. Perché rifare il letto ogni mattina (nel mio caso TRE letti ogni mattina), se potete imprigionare il vostro piumone in una fodera che funge da lenzuolo e da copriletto e si stira anche da sola? 
Donne, se tenete alla vostra psiche e al vostro tempo, bruciate i pizzi shabbychic del corredo e correte a comprare due rivestimenti in acrilico madeinikea. 
Persino i vostri uomini potranno rendere decente un letto sfatto, perché non approfittarne?

Addio ferro da stiro
 L’ultima volta che ho toccato un ferro da stiro è stato in un college scozzese nel lontano 2003. In preda al furore bacchico, pretesi di stirare un pantalone in costume semi adamitico. Il risultato nell’ilarità generale, fu un’ustione sulla pancia di cui ancora conservo la cicatrice. Insomma io non stiro manco se scende gesucristo a chiedermelo in ginocchio. Stendo molto bene i panni, li piego con altrettanta accuratezza e adotto uno stile finto trasandato. 
Funziona!

Il bello del grado zero
Quando bruciai il mio primo brodo vegetale, decisi che l’arte culinaria sarebbe diventata una missione. Mia nonna, preoccupata per le sorti del mio matrimonio e del mio apparato gastroenterico, mi regalò un Bimby quando ancora non avevano montato il fornello (che entrò con un mese di ritardo in casa, senza che io ne sentissi minimamente la mancanza). 
Oggi la cucina è il mio regno e lo rivendico con orgoglio. Alterno camice e mantesino con somma gioia, ma sforno molti muffin e pochi piatti principali. 
Provando però una repulsione quasi patologica per il junkfood e per le verdure fuori stagione, ho ovviato alla mia discontinuità e alle mie manie congelando l’impossibile. In un’altra vita sono stata sicuramente una formica. Tre giorni all’anno cucino decine di cassette di verdura, compro dal macellaio 8 bestie intere sfilettate per volta (solo per le pargole, sia chiaro), recupero le orate di tutto il mar mediterraneo, compro scatolette come prima di una guerra atomica e poi, con somma soddisfazione congelo tutto. Ogni giorno, tiro fuori il mio bel pacchettino di peperoni ‘mbuttunati e sfamo l’intera banda.


Forse non tutti sanno che: le patate bollite si posso schiacciare con la buccia!

L’angolo entropia.
Non potendo arginare la furia devastatrice delle mie figlie (in particolare Egle, il cui epiteto affibbiatole è teppista), ho deciso di mantenere un angolo della casa in perenne disordine. 
Anzi, uno in ogni stanza in cui stipare tutto quello che ancora non ha meritato una collocazione. E così i calzini spaiati si ammassano e magicamente, dopo qualche mese di attesa, trovano il compagno e possono ritornare nel caldo armadio.
A proposito di calzini, sfato un mito da donna sposata, adesso che ho una discreta esperienza. Si può e lo dico a gran voce, si può andare a letto senza il calzino di spugna che mantiene ferma l’estremità del pigiama. Basta investire nella piuma d’oca. L’emancipazione si veste anche di pizzo.