lunedì 4 febbraio 2013

"Con gli occhi di Cataratta"




Internet è uno strumento meraviglioso, di seguito  la mia dichiarazione di amore imperituro nei suoi confronti.

Capita un giorno che io abbia bisogno di un restyling del blog, capita che, per farlo, mi affidi a yahooanswer (che risolve ogni giorno miei quesiti esistenziali).
Capita che un ragazzo tanto gentile intervenga, salvandomi dalla catastrofe. E capita che io risponda con un grazie, ci sono riuscita come puoi vedere (link delle didascalie).
Capita che il tizio, nonostante lo spam manifesto, decida di leggere il blog e di contattarmi per propormi di scrivere per il suo sito.

(Adesso che vi mostrato con la scioltezza con cui gestisco il congiuntivo, passo ad enunciative di senso compiuto) .

Bene, parliamone. Lui non ha social network, io non ho cellulare.
-SKYPE!-  mi propone lesto.
  
 Ah.

-Che bello, sono felicissimo per te!- è stato il commento di Fabio.
-Luigi, sai questo che significa?
-Che diventerai famosa come Elasti?
-No, che questo accende la webcam e mi fa vedere il pisello, così io sarò costretta a fare uno screenshot e a mandarlo a “io odio i maniaci di merda”.
-Non so nemmeno cosa sia uno screenshot. Ah ma ho capito, lui è un trolley?
- Si dice troll. E comunque no,  lui è solo un maniaco mostrapisello, esistevano anche negli anni’90.

I 10 anni di età di differenza diventano macigni quando c’è internet di mezzo.

Vabbè in fondo cos’è un pisello, mi sono detta.  E così, impavida ho accettano lo sconosciuto.

Parte la videochiamata.
Lo schermo è ancora nero.
Nella mia mente immagini perverse.

Sgomento.

Il tizio mi fa ciao con la manina e mi mostra sorridente la sua compagna.
Loro sono carini e io sono una malpensante che finirà all’inferno.

Mi parlano concitati di questo sito web sulle donne, per le donne, con le donne, dalle donne (e anche le preposizioni sono andate). Mi chiedono di scrivere articoli che possano essere utili a mamme e affini, dall’alto della mia triennale esperienza: posso scrivere quello che mi pare, purché non dica parolacce, né offenda nessuno. L’impresa è ardua, le limitazioni imposte mi sembrano insormontabili, ma loro sono così coinvolgenti che accetto.

E quindi ho una specie di rubrica che si chiama “gli occhi di Cataratta” in cui perculo tutti quegli articoli pretenziosi che sono peggio di una suocera che ti agita l’indice saputello sotto al naso (a cui bisognerebbe rispondere con un fiero e irto dito medio).
Lo so che avevo detto di non voler/poter dare consigli a nessuno:  ma, dovete sapere che io sono cresciuta a pane e splatter e direi che, con due cesarei, ho materiale sufficiente per competere degnamente con Tarantino.

Quindi adesso mi trovate anche qui: