sabato 29 dicembre 2012

Elenchi di capodanno




In netta contrapposizione con lo stato d’animo prenatalizio, il Capodanno mi esalta.
E come ben sa chi ben mi conosce, sostituisco lo psicanalista con una lista di liste.

Prima che Fazio e Saviano li sdoganassero, io ho sempre stilato elenchi, procurandomi così un piacere perverso.
Io faccio una lista di cose da fare ogni mattina in farmacia; prima di ogni week end e ogni domenica sera per la settimana; alla fine delle vacanze estive; prima di un esame; quando vado a fare la spesa; quando ho un pomeriggio libero da occupare; quando ho troppo da fare e non so trovare il principio; lo faccio prima di una festa, ma anche prima di partorire; lo faccio per tenere tutto sotto controllo; lo faccio per rimandare e prender tempo.
Regolarmente la mia lista viene perduta o scambiata per carta igienica, così che io possa ricominciare all’infinito.
Per me che alterno stati di ignavia profonda a periodi di maniacale attivismo, gli elenchi sono la soluzione di continuità necessaria per tenere a bada le mie psicosi. Avere sottomano una sfilza di rassicuranti direttive è per me profondamente terapeutico.

Bene, dopo tali premesse, beccatevi questa lista di buoni propositi per il 2013.

Iniziamo:
  •       Comprare un pianoforte per pochi spiccioli, dipingerlo turchese e imparare a suonicchiarlo.

  •          Struccare, detergere e idratare il mio viso ogni sera, chè i 27 incombono e non è più tempo per lasciare tracce di mascara su cuscini e federe. Il nero colato aveva senso a 18 anni quando credevo di essere la Courtney Love de’ noantri, adesso l’effetto panda è da evitare.
  •          Dipingere le tre valigie trovate da un rigattiere a via Bellini e che adesso giacciono sconsolate nella mia camera da letto, piene di palloncini lunghi e code di marabù (particolare che non approfondirò in questa sede).
  •          Organizzare un cineforum nella prima stanza una volta a settimana. Ormai il cinema per me è un miraggio lontano e prevedo che la situazione non cambierà per i prossimi 2 anni, quindi è meglio trovare metodi alternativi per evitare l’abbrutimento.
  •          Comprare un tablet. Credo che sarei felice con un tablet. E anche la mia schiena lo sarebbe. Mesi fa ho rinunciato ad avere un cellulare, pensando che il pc potesse sostituire qualsiasi altra diavoleria elettronica. 
          Quindi ogni giorno, trascino per Napoli e provincia:
o   la borsa enorme con pannolini e ricambi vari, mandarini placa-fame-di-pupe-capricciose, bottiglietta di acqua, un settimanale che leggo nel traffico, make up (perché ne traffico mi trucco anche), documenti e soldi stropicciati, una caramella ciucciata e riposta con un paio di scontrini appiccicati.
o   una sacca con il computer, con annessi cavi.
o   un paio di figlie e i loro zainetti.
o   all’occorrenza buste piene di scarole, cavolfiori, e altra roba verde. O anche confezioni risparmio di trecento pannolini.
             In conclusione credo che a me il tablet dovrebbe darlo la mutua.
  •          Ricominciare a leggere libri.  Come Nanni Moretti, io riesco a leggere solo così brevi. Brevissime. Articoli al massimo. A volte solo trafiletti. È che devo essere sempre vigile, il mio orecchio deve catturare sempre ogni suono, che l’istinto di mamma poi classifica in “fracasso innocente” o “sordo rumore, chiamare il 118”. Il che non è conciliabile con Dostoevskij. Rimpiango l’adolescenza solo perché potevo scomparire dentro una storia.
  •       Cimentarmi nella fotografia macro. Non vedo l’ora di rendere arte un bottone appoggiato su un cucchiaino d’argento (ho venduto l’anima a Pinterest). 
  •          Smettere di essere antipatica, perché con un minimo sforzo so che potrò diventare insopportabile.
  •          Scrivere un libro dal titolo “Fenomenologia del Nobraino” con tanto di videointervista, perché il fanatismo è una cosa seria. Orgogliogroupie.
Questi, i propositi più urgenti.
Vado ad organizzare il mio Capodanno Smandrappato.


Danke schon e poi aufwiedersehen, non piangere biondina ci vediamo next jahr also.