sabato 24 novembre 2012

Speziali vs Farmacisti



Ma dico io, chi me lo ha fatto fare.
Quale forza oscura e malsana stamattina mi ha trascinato fuori dal letto e mi ha fatto caricare in auto due pargole assonnate e un riluttante avvocato.
Avrei potuto girare in risciò sul lungomare, fare la spesa, limarmi le unghie, fare il bagno alle pupe, spulciare il gatto. E invece ho scelto di sprecare la mattinata per andare all’evento disgustoso, il PHARMEXPO (“salone dell’industria farmaceutica” titolano).
Eppure, dopo 5 anni di studi a Farmacia, avrei dovuto impararlo.
Ma coerenza e memoria non sono tra le mie virtù: sono andata a gettarmi volontariamente in quella melma di malcreati.
La mia reticenza nei confronti del popolo di farmacisti è direttamente proporzionale all’amore incondizionato per il mio lavoro di speziale. 
Mi piace stare ore a pesare e impacchettare polveri bianche, adoro urlare alle vecchie che “quello di sopra va preso dopo i pasti e quello di sotto la mattina prima del caffè”, vado in brodo di giuggiole quando sento l’odore pestilenziale di medicine ammassate, amo persino mettere a posto quelle deliziose scatoline nei cassetti (perché ognuna ha il suo posto e non ti puoi sbagliare).

Indecisa tra la facoltà di medicina e metter su una bancarella di gioielli in fimo a piazza del gesù, ho scelto una strada che includesse entrambe le aspirazioni.  Carica di dubbi esistenziali, sulle spalle di 3 generazioni di farmacisti appassionati, io ho avuto una vocazione laica.

La mia professione è continuamente calpestata da neomanager con una laurea, da venditori ambulanti di merce scadente e da orde di donne imbellettate aspiranti mantenute. E oggi ne ho avuto l’ulteriore conferma.

All’ingresso ti appiccicano sul petto un tesserino che ti inserisce in una delle seguenti categorie dall’importanza crescente:
visitatore
 studente
farmacista dipendente
titolare (con variante “figlio di, aspirante titolare se riesco a laurearmi tra una serata al voga e un caffè, ma tanto sono solo al quarto anno fuori corso”).

Preciso: a me non hanno dato alcun tesserino e manco ho insistito per averlo.

-Salve, siamo della ditta Lassativi&Canguri, lei è farmacista dipendente o figlia di titolari?
-No, guardi io sono qui solo per cercare il bagno.