martedì 29 maggio 2012

Oggi, ventinove maggio


Non capirò mai le persone che non apprezzano il loro compleanno.
E non capirò mai come ho fatto a scegliere tra queste il mio uomo.
Ma, caro mio, i tuoi 35 anni anni sono tempo di bilanci per noi tutti. Visto che tu ti rifiuti e ti incupisci, li farò io per te.
Il marchese De Rosa ha iniziato a raccontare barzellette molto divertenti: le pupe oggi ridevano come scimmie, nel corridoio buio.

Malachia ha appena staccato un altro bel pezzo di parato dal corridoio. Il suo è un lavoro certosino che dura da mesi. Ma sento che sta per completare l'opera: ancora qualche giorno e dovremmo pensare a come reggere l'intonaco per evitare che piombi sulle teste delle nostre figliole.

Egle combatte i dolori lancinanti del primo dentino, é incazzata nera e oggi non ci ha degnato nemmeno di un sorriso. Oggi però ha fatto un gorgeggio molto simpatico che in un'altra lingua significa sicuramente papà

Matilde ha iniziato ad apprezzare i piaceri del fare la cacca nel gabinetto. Abbiamo sacrificato una decina di scatole di perette di glicerina, ma possiamo essere fieri di lei.

Io ho imparato a truccarmi come una donna anni '40 (anche se tu mi preferisci abbardata come Avril Lavigne dei bei tempi) e ho fatto una crostata degna di Nonna Papera.

E infine tu, drogato finalmente di social network, che lavori con un ottuagenario sclerotico che fuma come un turco, che difendi i deboli e i cattivi, che esci il 15 agosto con il cappotto (perchè non s'po'mai sape'), che usi Repubblica come bastone della tua vecchiaia. Tu di progressi ne hai fatti ben pochi, ma puoi ritenerti ugualmente soddisfatto di tutto noi.
E se proprio questo non ti basta ad affrontare il giorno del tuo trentacinquesimo compleanno, pensa a noi, nel 2042: tu, uno splendido 65enne e io, quasi 40enne, che come oggi, sopporto le tue paturnie da 29 maggio.