mercoledì 29 giugno 2016

Ultime dalla famiglia Cataratta.


I due conigli con due nomi improbabili - ultimi arrivati in casa Cataratta - per nostra sfortuna godono di salute di ferro: sporcano, rosicchiano, scavano, rompono qualsiasi cosa si trovi sulla loro traiettoria. Camuffati in un chilo cadauno di morbido pelo, hanno il peso specifico dei mufloni e la cazzimma spietata di fiere selvagge. Qualcuno, tra cui la sottoscritta, sostiene che in realtà siano conigli mannari. Li odio dal profondo e sogno di vederli presto in un forno con le patate. Se qualcuno volesse sottrarli al loro triste destino arrosto, è pregato di farsi avanti nel più breve tempo possibile.

domenica 20 dicembre 2015

Life planner


In principio ci fu il diario di scuola, con le dediche fluorescenti, i cuoricini al posto dei punti, qualche kappa qua e là, i fumetti della compagna di banco, gli assegni di greco, le frasi dei film: allegrotti e vacui, avevano il peso specifico di un san pietrino, ma dentro batteva il cuore trash dei peggio anni '90.
Poi giunsero inaspettati i bigi anni delle moleskine nere, scritte fitte rigorosamente con la pilot a inchiostro, nera pure quella. Lì dentro c'erano stipati chilometri di tormenti post adolescenziali - stile Dawson Leery  per intenderci - biglietti del cinema, i post-it con gli sms più belli, le prime liste abbozzate.
In un istante arrivò il tempo delle agende giornaliere, brutte come il debito, relativamente funzionali, ma nulla di più. La sequela triste e monotona di giorni tutti in fila non mi è congeniale: le liste, che io continuo a stilare come un'ossessa, non trovano lo spazio che meritano in un'agenda qualunque, perché basta girare la pagina e vengono ricacciate nell'oblio.

mercoledì 25 novembre 2015

Addio Pummarola, benvenuta Pussy wagon.


Pummarola rossa, catorcio di ferro e plastica, mia amica fidata, mia compagna, mio grande amore, sei stata un improbabile tappeto volante, accogliente nido d'amore, confidente silenziosa, palcoscenico di concerti solitari, guida luminosa nelle notti scure, traghettatrice di anime inquiete, culla sbilenca delle sorelle veleno. Eri un'accozzaglia naïf di lamiere sbeccate, consumavi come una berlina e correvi come un Ciao truccato. Ci hai accompagnati ovunque, ospitando fino a 9 passeggeri, come una madre premurosa o una sifilitica meretrice, e per questo noi te ne saremo infinitamente grati. E' giunto il momento di separarci e percorrere strade diverse, saremo felici lo stesso o forse no.
Ti voglio ricordare così, con il peso dei 126000 km macinati insieme, mentre derapavi elegante nel traffico di via Foria.
Addio Atos rossa, insegna agli angeli ad ammiccare come una sgualdrina alla municipale.
Chiunque volesse condividere con noi di un suo ricordo nella splendida Atos può farlo qui. 
No fiori ma commenti commossi.

pummarola in tutta la sua smandrappataggine


Cambio di vita nella Maison Cataratta.
(da leggere ascoltando Chick Habit)

Con le lacrime che ancora ci rigavano le gote per la dipartita non troppo prematura della pummarola rossa, il nostro cuore ha iniziato a battere per una scintillante city car, marca Peugeot per la precisione, perché la gallofilia è una cosa seria. 
Ben presto la macchinina, ribattezzata prontamente Pussy Wagon, per la sua indole un po' allegra, ci ha stupiti con meravigliosi effetti speciali. Tipo il bluetooth che mi fa sentire come David Hasselhoff in Supercar, o lo specchietto nel parasole del guidatore, così le mie sedute di make up al semaforo non saranno più troppo acrobatiche, e pure 5 portiere tutte perfettamente funzionanti (chi conosceva la defunta Atos sa di cosa parlo).

mercoledì 21 ottobre 2015

Farfalle - festa di Egle


Come organizzare una festa con 30 bambini accompagnati da perlomeno un fratellino pro-capite, un numero imprecisato di adulti (più di 50 per gli organizzatori, 20 per la questura), 1 gatto alla consolle, 5 nonni e svariati zii? 
Facilissimo! 
In questo post vi spiegherò in maniera dettagliata tutte le operazioni da compiere per un risultato sbalorditivo, al grido di minimo sforzo massima resa (quindi anche per le mamme più scippate).

Prendete una famiglia allargata, che abbia lo stesso peso specifico di una minoranza etnica, che sia imperfetta, ma molto caciarona. 
Fatto? 
Adesso collegate tutti i componenti della tribù a tutti i social presenti sul web, organizzandoli in un network serratissimo, stabilendo così brainstorming continuo, del tipo giorno-notte. 
Fatto? 
Adesso interrogate la festeggiata sul tema scelto per il party, armatevi di fogli su cui stilare liste e via. Praticamente siete a metà dell'opera.

giovedì 24 settembre 2015

Viaggio in Provenza



Se per un attimo vi è passato per la testa che anche quest'anno la famiglia Cataratta si sarebbe piegata alle tristi logiche della villeggiatura sotto all'ombrellone, vi sbagliate di grosso (o sì che vi sbagliate).
Perché sia chiaro una volta e per tutte che avere dei figli non significa rinunciare alle proprie passioni, seppur nel rispetto delle esigenze di tutti i componenti della famiglia (pure quelle di gatto Rocco).

Quindi allegri e ciarlieri come sempre, abbiamo preso la macchina di mio fratello, che è un po' meno sgangherata dell'Atos rossa (ma neanche poi tanto) e siamo partiti alla scoperta della Provenza. La prima tappa del tour prevedeva una sosta strategica a Lucca, che ci ha riempito gli occhi di meraviglia per quanto è bella . Purtroppo siamo stati qui solo il tempo di una doccia, una dormita e una fuga al "La tana del boia" dove io e lo Squinzio brindavamo alla nostra con dell'ottima birra artigianale, mentre le sorelle veleno assaggiavano per la prima volta nella loro vita il salame di cervo ("buono questo Bambi", ha urlato una delle due). Insomma, bella Lucca, penserò a te ogni volta che il frastuono della mia città mi farà sanguinare le orecchie.

venerdì 4 settembre 2015

15 giorni di libertà: storie di vacanze dissociate

ph- Squinzio

A costo di sembrare una madre anaffettiva, snaturata, balzana, egoista e pure un po' stronza quando ho saputo che lo Squinzio e le sorelle veleno sarebbero partiti alla volta di Porto Torres (Sardegna) per 15 giorni, ho provato la stessa vertigine che percorre la schiena di ogni adolescente che per la prima volta rimane solo in casa. Gaudio e gioia, e pure un po' di emozione. E potrà sembrare anche infantile, ma mi sono cullata al pensiero della libertà, contando i giorni e stilando liste (ma va'). 
Siate comprensivi, io non so cosa sia la solitudine, il silenzio perpetuo, la preoccupazione di dover pensare solo a me stessa e non alla piccola minoranza etnica che è diventata la famiglia Cataratta, entrare in una dimensione nuova e inesplorata, dove i bisogni primari (i miei) diventano il mio unico pensiero, senza dover volteggiare tra  l'incastro perfetto degli impegni di tutti.

15 giorni.

domenica 19 luglio 2015

La valigia perfetta



Ci sono persone che hanno una voce celestiale, chi fa sculture con i palloncini, chi ha il ritmo nel sangue e chi nuota come una sirena. Poi ci sono quelli che sanno disegnare, chi sa cucinare (ormai tutti), chi suona uno strumento, chi ha una comicità innata, chi si diletta con la prestidigitazione.

Ebbene, anche io ho un'attitudine.

Anzi due: giocare a biliardino e fare le valigie.

Sì, lo so che quasi stentate a crederlo, ma io a biliardino sono davvero forte, una giocatrice leale ma spietata. Non perdo una partita dal 1995, o forse era il '96, comunque ero un bar in un villaggio Valtur in Calabria. Da allora ho accumulato un discreto numero di successi, di cui un giorno vi racconterò.
Oggi invece parlerò dell'incubo di ogni estate, più odiato del solleone, più temuto della salsedine: i bagagli.
 E sì, fare le valigie è un'arte che solo chi ha giocato per tutta la vita a tetris può capire (grazie mamma per avermi dato in dote un metabolismo veloce, il multitasking e l'arte del tetris).
Non che io sia una viaggiatrice troppo entusiasta, sia chiaro, mi sposto con fatica e sono sempre felice di tornare a casa. Sono una vagabonda moderata che apprezza molto la possibilità di portarsi mezza casa con sé.